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ABC Allenamento 02 - Esami medico-clinici
di Maurizio Mancini
Quando si decide di iniziare la pratica del fitness, non importa se in palestra o a casa propria, bisogna rendersi conto che è indispensabile eseguire in via preliminare tutta una serie di esami medico-clinici, da ripetere poi a intervalli regolari.
Infatti solo essendo certi del proprio stato di salute si può programmare l'impegno fisico in tutta sicurezza, nei tempi e nei modi giusti.
A volte, sbagliando, si pretende di passare dalla sedentarietà totale alla massima forma fisica nel giro di poche settimane; ciò non può far altro che causare problemi anche seri, se non si è nella migliore condizione fisica possibile. Questo deve fare capire ancora di più l'importanza di sottoporsi a qualche indagine medico-clinica preliminare.
Quando vi recate in un centro fitness per chiedere informazioni, sicuramente vi verrà detto che occorre portare il certificato medico che attesta l'idoneità alla pratica sportiva non agonistica, al fine di potervi iscrivere al centro stesso.
Le strutture di grosse dimensioni hanno un medico interno che vi può sottoporvi direttamente ad un esame che verifichi la vostra idoneità a frequentare il centro stesso; le palestre più piccole vi invitano ad andare dal vostro medico di famiglia per ottenere tale certificato medico.
In entrambi i casi il concetto non cambia se non che, forse, dal vostro medico di famiglia risparmiate qualcosa in termini di denaro. Quello che veramente conta è l'accuratezza con cui il medico vi visita prima di rilasciare il certificato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica. Purtroppo non è detto che questo accada sempre, o per vostra fretta di acquisire il certificato, o per mancanza di tempo del medico: nel primo caso accettate l'attesa che vi viene chiesta, nel secondo proponete di tornare in un momento più favorevole per una visita adeguata.
Stiamo parlando di un certificato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica: infatti per un'attività agonistica le cose sono un po' più complicate. Tuttavia questo esula dal nostro contesto, quindi parleremo solo di attività non agonistica.
Gli esami preliminari
Un eccesso di zelo in questo caso non guasta, per cui, se si hanno dei dubbi sull'accuratezza con cui il medico ha rilasciato il certificato, oppure se si pensa di avere problemi particolari, la cosa migliore è quella di affidarsi ad un medico sportivo o ad un cardiologo per una visita specialistica più accurata. Questi dovrebbero effettuare come minimo una anamnesi e poi una visita generale.
Durante l'anamnesi si delinea un quadro di massima sulla condizione di salute, per cui il medico, attraverso un colloquio, risalirà alla vostra storia clinica, alle vostre malattie, agli interventi chirurgici subiti, e così via.
Quindi seguiranno la visita generale vera e propria del torace, cuore, addome e la misurazione della pressione arteriosa. Infatti l'ipertensione rappresenta un fattore di rischio nei confronti di malattie cardiovascolari.
Generalmente la misurazione si effettua con un semplice apparecchio, lo sfigmomanometro, infilando un arto superiore in un apposito bracciale che viene gonfiato. Insomma, si tratta di controlli semplici, veloci e indolori.
Gli esami successivi
Sicuramente il passo successivo è l'elettrocardiogramma (ECG), con cui si controlla che il cuore sia in grado di affrontare l'attività fisica senza problemi.
Con questo esame vengono posizionati in appositi punti del corpo degli elettrodi collegati a un elettrocardiografo. I segnali elettrici provenienti dal cuore vengono tradotti da questo strumento sotto forma di un grafico che viene confrontato con uno standard. Andamenti molto diversi rispetto al grafico normale possono mettere in rilievo problematiche cardiache più o meno serie.
Molto più significativo, comunque, è l'elettrocardiogramma da sforzo, in quanto molto spesso alcuni disturbi cardiaci si manifestano solo dopo un'intensa prova fisica. La prova viene eseguita generalmente in un centro attrezzato, in quanto chi vi si sottopone deve pedalare su una bicicletta o camminare su un tappeto (run), con appositi sensori applicati al corpo e collegati ad un computer.
In tal modo vengono rilevati sia l'aumento dei battiti cardiaci che accompagna l'aumento dello sforzo richiesto all'atleta, sia il tempo di ripristino delle normali condizioni cardiache, una volta ultimata la prova.
Anche in questo caso viene fatta una comparazione tra i dati ottenuti e quelli che dovrebbero essere di norma, definendo inoltre la soglia limite di sforzo che ogni atleta può sostenere.
Un'altra serie di esami a cui ci si può sottoporre sono quelli classici delle urine e del sangue. Il campo di indagine offerto da essi è vastissimo e offre un quadro generale completo dello stato di salute. Ricordiamo in questa sede quelli che sono più significativi per che decide di iniziare la pratica del fitness.
L'emocromo serve per mettere in luce anemie, infezioni ed eventuali altre malattie del sangue.
La VES può indicare la presenza di una infiammazione.
La glicemia rivela lo stato del metabolismo degli zuccheri e la loro concentrazione nel sangue (eventuale predisposizione al diabete).
La creatinemia e azotemia valutano lo stato di funzionalità renale.
I valori della concentrazione di trigliceridi e colesterolo sono importanti per una valutazione sul rischio di malattie cardiovascolari.
Le transaminasi, la bilirubina e la gamma GT sono importanti per valutare eventuali malattie al fegato e relative infezioni.
Un esame che, per chi fuma oppure soffre d'asma, dovrebbe essere eseguito senza indugi è quello spirometrico. Misurando con un apposito strumento il volume d'aria spostato ad ogni atto respiratorio (più o meno forzato) si può valutare l'efficacia dell'attività polmonare.
Conclusioni
Abbiamo voluto delineare un quadro di massima sul come dovrebbe essere un primo approccio sulla valutazione medico-clinica prima di iniziare a praticare fitness nella maniera migliore.
Si tratta di indicazioni generali che solo il medico di famiglia o lo specialista, sulla base di eventuali caratteristiche e problematiche individuali, può integrare con appositi e specifici esami che valutino lo stato di salute e la capacità fisica di affrontare gli allenamenti futuri dell'attività prescelta.
Infatti, a seconda dell'attività che si intende praticare, ci si deve sottoporre ad esami specifici. Ad esempio l'eventuale visita ortopedica preventiva serve per mettere in luce eventuali problematiche articolari che è necessario conoscere se si decide di allenarsi nella sala pesi o anche nella propria palestra in casa. Tale visita è fondamentale per chi pensa di soffrire di problemi di questo tipo, per poi delineare con l'istruttore un programma di allenamento veramente personalizzato.
A seconda dell'attività praticata occorre poi ripetere a intervalli regolari appositi esami, che il medico di famiglia o lo specialista sanno poi giudicare.
L'interpretazione degli esami è quanto mai importante. Infatti alcune attività fisiche variano anche di molto alcuni parametri (ad esempio il bodybuilding varia significativamente la CPK, soprattutto nel post allenamento), ma questo non significa che si soffra necessariamente di qualche malattia. Come si vede, a tutti i livelli è importante poter contare su una personalizzazione degli esami, delle verifiche e degli esercizi eseguibili.
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