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Acido alfa linolenico: i principali benefici per la salute
di Maurizio Mancini
A firma di Danilo Ruggeri è apparso recentemente sulla rivista specializzata Il giornale del medico un interessante articolo che mette in evidenza quelli che sono i principali benefici indotti dall'uso dell'acido alfa linolenico nella nostra dieta.
Il consumo di una maggiore quantità di acidi grassi della serie Omega 3 (o n-3) è stata l'esortazione, lanciata dai maggiori esperti del settore, nel corso di un workshop internazionale organizzato a Milano dalla Nutrition Foundation of Italy.
L'interesse della comunità scientifica è in particolare rivolto al capostipite degli n-3, l'acido alfa-linolenico (o ALA), composto che ha dimostrato di ridurre significativamente la mortalità per cause cardiovascolari ma anche tumorali e che esplica importanti funzioni biologiche.
Qualche cenno di biochimica
L'ALA è il primo acido grasso n-3 che entra nella catena alimentare e nell'organismo; viene convertito negli acidi grassi eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA), i due n-3 che si riscontrano nel pesce.
L'ALA copre di per sé più ruoli nel campo della promozione del mantenimento di uno stato di salute; infatti è ormai accertata una sua attività cardioprotettrice. In un recente studio francese, seicento pazienti infartuati, sovrapponibili per caratteristiche cliniche, sono stati messi a caso in due gruppi: quello di controllo ha assunto la dieta standard raccomandata in queste situazioni, quello di trattamento una dieta arricchita di un grammo al giorno di ALA.
La dieta Cretese
Lo studio ha preso le mosse dall'osservazione che la popolazione di Creta, in cui si riscontrano elevati livelli plasmatici di ALA, ha una bassissima incidenza di eventi cardiovascolari. I ricercatori hanno quindi voluto verificare l'efficacia della somministrazione dell'acido grasso n-3 in soggetti a rischio.
"Dopo 27 mesi di follow up - afferma il ricercatore francese Serge Renaud - l'incidenza globale di eventi cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause era ridotta di più del 70 per cento nel gruppo a dieta 'cretese' rispetto ai controlli placebo".
Si tratta di un dato sorprendente, soprattutto se pensiamo che la protezione si osservava già solo dopo 2 mesi di dieta. "L'effetto - prosegue Renaud - è probabilmente dovuto a un'attività inibitoria dell'ALA sulla trombosi, attribuibile all'inibizione dell'aggregazione piastrinica e alla copertura dalla morte aritmica (in particolare la fibrillazione ventricolare) secondaria all'interazione con i canali del calcio".
L'effetto antineoplastico
"Un'ulteriore valutazione degli effetti dell'acido alfalinolenico realizzata nello studio - sottolinea Renaud - ha mostrato che dopo quattro anni di follow-up l'incidenza era ridotta del 58 per cento nel gruppo con alto consumo dell'n-3. Insomma questo acido grasso può essere molto più importante per la salute di quanto non si sia precedentemente sospettato".
È d'altra parte illuminante l'esempio della Finlandia, paese in cui fino a venti anni fa il tasso di eventi cardiovascolari e di neoplasie era uno dei più alti al mondo. "Da vent'anni a oggi - ricorda Renaud - in Finlandia si è deciso di promuovere il consumo di oli e margarine vegetali derivati dall'olio canola, una variante dell'olio di colza. I risultati sono sbalorditivi: nei soggetti più giovani si registra una riduzione netta di mortalità cardiovascolare e tumorale dell'80% rispetto ai loro genitori".
Alla luce di quanto esposto sembrerebbe proprio il caso di favorire il consumo di questo acido grasso, anche per il motivo che è un precursore importante del colesterolo a livello cerebrale ed è fondamentale per il normale sviluppo del sistema nervoso centrale.
In aggiunta, come ricorda Claudio Galli dell'Istituto di Scienze Farmacologiche dell'Università di Milano, "gli n-3 riducono la replicazione cellulare e l'angiogenesi; inoltre si sostituiscono all'acido arachidonico, dando poi luogo a prostaglandine che si oppongono a quelle della serie n-6, proinfiammatorie".
Le fonti principali
Fonti principali di acido alfa-linolenico sono gli oli vegetali, come la colza, e i vegetali a foglia verde, ma se ne trovano discrete quantità anche nei legumi (come nei fagioli) e in minor misura nei cereali.
"Le noci sono ricchissime di questo composto; - dice Franca Marangoni, Istituto di scienze farmacologiche Università di Milano - due noci (20 grammi) contengono un grammo di ALA. Anche il tuorlo d'uovo e la carne di cavallo sono buone fonti dell'acido grasso".
Dobbiamo in sostanza prestare più attenzione alla nostra dieta, cercando in particolare di ribilanciare il rapporto tra acidi grassi Omega 6 e Omega 3 a un valore ottimale di 4:1 o inferiore, come nell'era paleolitica.
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