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Alternanza di diete ipercaloriche e ipocaloriche
di Marco Neri
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I contenuti delle risposte di questo articolo non hanno alcuna valenza prescrittiva, ma solo informativa e culturale. I nostri "suggerimenti" scaturiscono da domande reali poste di sovente in palestra. ABC-FITNESS non fornisce un servizio di consulenza on line di questo tipo, quindi si prega di non inviare domande alla redazione e ai suoi collaboratori.
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Ho letto che una dieta composta da due cicli, uno ipercalorico di 14 giorni seguito da uno ipocalorico di altri 14 giorni, sia per il nostro corpo motivo di forte crescita muscolare. Il tutto sarebbe dimostrato da numerosi studi rigorosamente scientifici...
La domanda posta richiederebbe una lunga serie di premesse che sarebbero sicuramente noiose; una è comunque doverosa, e si tratta della denominazione "studi" e "studi pubblicati". In ambito scientifico gli studi sono tanti (così come le ipotesi che non diventano mai realtà), ma non tutti sono stati fatti con tutti i criteri di tecnicità necessaria.
Quando si parla di uno studio pubblicato, è importantissimo sapere dove è stato pubblicato; infatti Journal of Play Fysiology ha tutto un altro valore rispetto a Diabolik (con tutto il rispetto per l'editore di Diabolik) o altre riviste più o meno amene. Esistono delle riviste certificate che vengono dette ad alto impatto e che forniscono un alto punteggio a chi riesce ad ottenere la pubblicazione su queste testate. Purtroppo la maggioranza degli "studi" spesso menzionati nel mondo del B.B. non sono apparsi su riviste prestigiose.
Tutta questa "manfrina" per dire che gli studi Statunitensi e Nord europei sulla dieta urto non hanno importanti referenze scientifiche. Alcuni atleti di mia conoscenza ci hanno provato con risultati che vanno dal poco al nullo o al negativo.
Le motivazioni sono diverse ed in testa metterei il fatto che continuiamo a ragionare sulle calorie, mentre il nostro corpo sa benissimo che una caloria dei carboidrati è completamente diversa da una dei grassi o delle proteine. Inoltre gli effetti sono diammetralmente diversi se la stessa caloria, dello stesso alimento, viene mangiata al mattino o a sera; inoltre la stessa caloria, dello stesso alimento, mangiata alla stessa ora ha due effetti diversi se si è un endomorfo, un mesomorfo o un'ectomorfo.
Mi spiace sempre dare queste notizie, perchè so di deludere molte persone che sono convinte che il nostro corpo ragioni in termini matematici; purtoppo non è così ed occorre ragionare in termini "universali", considerando il corpo nella sua globalità.
Filosofia a parte, ci sono però diverse evidenze che ci dicono come le diete con calorie alte, soprattutto derivate da grassi mono e polinsaturi (olii di oliva, lino, girasole) siano altamente stimolanti sulle prostaglandine (nuovo grande confine di ricerca), quindi sugli eicosanoidi e su altri ormoni come insulina e GH.
Personalmente, e faccio appello solo alla mia modesta esperienza, preferirei delle diete incrementali con step settimanali, dove ogni settimana viene aumentata la quota di grassi, poi quella di proteine, poi quella di carboidrati.
Dopo circa un mese di crescita dei quantitativi di cibo (senza quindi un impatto brutale), ci sono una o due settimane a calorie non ipocaloriche ma semplicemente meno caloriche rispetto alle precedenti.
Si riprende poi la crescita, partendo da livelli un poco più alti rispetto al primo mese e ponendosi come obbiettivo un livello leggermente superiore. Molto utili in questi casi dei supporti a base di enzimi digestivi, per riuscire gradatamente a lavorare maggiori quantitativi di cibo.
Questo non è un metoto nuovo, è attivo già dagli anni 60, quando i primi body buider introducevano i frullati con latte, frutta, uova o proteine e un cucchiaio di olio nei loro spuntini mattutini e pomeridiani.
È impossibile poi parlare con obbiettività di una dieta, senza analizzare il tipo di allenamento che si sta seguendo in quel periodo.
Come si può vedere, sono scettico ma credo di averne buoni motivi; non credo infatti alle "novità miracolose", soprattutto quando il riscontro nella pratica non ha dato risultati entusiasmanti.
Tutto ciò non esclude che se avessi 20 anni di meno, quando il sacro fuoco dell'ipertrofia mi pervadeva, non proverei a fare questa "strana follia"; ritengo infatti che ci siano pratiche ben più pericolose di questa, dove al massimo si scoppia dal cibo per 15 gg e poi si "patisce" la fame per altri 15.
Personalmente intervisterò dei ragazzi che hanno provato per farmi dire cosa è successo; prossimamente leggerete queste "confessioni".
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