|
Doparsi o parlare di doping si o no?
di Maurizio Mancini
|
I contenuti delle risposte di questo articolo non hanno alcuna valenza prescrittiva, ma solo informativa e culturale. I nostri "suggerimenti" scaturiscono da domande reali poste di sovente in palestra. ABC-FITNESS non fornisce un servizio di consulenza on line di questo tipo, quindi si prega di non inviare domande alla redazione e ai suoi collaboratori.
|

Sono anch'io un istruttore e vorrei sapere il tuo parere sulla questione doping; ovvero se è giusto non parlare di doping e sconsigliarlo a priori, oppure parlarne apertamente ai ragazzi che ne vogliano fare uso, anche consigliando un ciclo di steroidi: in questo modo si può evitare che si facciano più male dando ascolto a incompetenti.
La prima cosa che mi viene da risponderti è questa: ma tu hai voglia di scherzare!.
Dopo di che andiamo per ordine. Prima di tutto vorrei sapere chi sono i competenti e gli incompetenti di doping, forse pensi di essere tu il competente o forse pensi che lo sia il medico compiacente che tutti conoscono nell'ambiente, o forse pensi che lo siano tutti quei geni che si rispondono tra loro nei vari forum su internet.
La mia risposta è: NESSUNO. Chiunque vive nell'ambiente del doping (medico, utilizzatore, spacciatore, ecc.) ha saltato il fosso e a priori lo accetta e fa di tutto per convincere se stesso e gli altri del suo ambiente che si può fare, che tanto non ci sono problemi di nessun tipo.
Come tutti gli innamorati questi pseudo-competenti sono "viziati" dalla non obiettività, come lo sono quelli che lo rifiutano a priori parlando di cose che non sanno.
Faccio un esempio: solo adesso dopo tanti anni di uso spensierato si sta delineando con chiarezza l'aspetto psicotropo degli steroidi e la relativa dipendenza, infatti ci sono prodotti che hanno anche una netta azione antidepressiva (come il Proviron) e altri che hanno altre azioni.
Questo significa che l'impatto sulla sfera caratteriale c'è e non è da trascurare, infatti ci sono utilizzatori di steroidi che usano questi prodotti invece di altre droghe sociali (famoso il blister di Winstroll prima della discoteca).
In secondo luogo c'è da considerare che anche se è stata approvata la legge apposita, il doping continua a vivere in una situazione legislativa fumosa e poco chiara e il rischio di venire fraintesi dalle autorità competenti e dalla pubblica opinione è reale. In un mondo in cui c'è qualcuno che crede che la creatina sia doping e che i barattoli di proteine esposti in palestra sia anabolizzanti (esempio limite ma reale), può accadere di tutto.
Caro collega, chi ce lo fa fare di muoverci allegramente in un campo minato? Faccio un esempio: se io per un momento mi calassi nei panni del "competente" e proponessi un modello di ciclo di steroidi che non ha effetti collaterali (spiegandone anche i motivi con tutti i particolari biochimici, ecc.), potrebbe succedere che qualcuno lo faccia vedere al proprio medico per chiedere lumi o peggio ancora ai genitori, i quali ovviamente si allarmerebbero.
Al mercato nero dovrebbe trovare i prodotti e a tutti direbbe che Mancini Maurizio su abc-fitness propone cicli sicuri di steroidi in mondovisione! Stiamo scherzando! Ci muoviamo in un ambito in cui una parola è poca e due sono troppe. No grazie! Arrangiatevi!
Altro esempio: una volta in palestra ho venduto un barattolo di aminoacidi ad un ragazzo. Il giorno dopo si presenta il padre con lo stesso barattolo restituendomelo e dicendomi che io le "bombe" a suo figlio non gliele dovevo dare, altrimenti.... Sissignori, sembra surreale e grottesco per noi, ma sono casi che succedono! Ribadisco: io mi chiamo fuori da questo gioco!
Che si arrangino gli "esperti" in materia oppure potremmo chiedere lumi ai tanti "campioni" che non gareggiano più e che si sono ritirati perché hanno qualche problemino di salute.
E' un vero peccato che questi stiano zitti e si vergognino, ed è un vero peccato che come modello venga sempre preso quello che non ha mai avuto problemi di salute.
|