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Sistema a frequenza multipla: risposta di Marco Neri (il)
di Marco Neri
Carissimo Francesco,
spero mi perdonerai il tono confidenziale, ma credo che in ambito sportivo sia giusto e scontato usare questa forma. Mi ricordo perfettamente di te e dei tuoi interventi; inoltre ho l'onore di leggerti quando sfoglio (confesso poco) le riviste di settore.
Da parte mia, ci tengo a sottolineare come gli argomenti tecnici e ben consolidati siano sempre bene accetti. In questo contesto, con la certezza che saprai interpretare in modo positivo le mie parole, t'informo che la teoria dell'euterocronismo dell'allenamento era già stata presentata fin dal 1982 da Paolo Tedeschi, persona altamente preparata e che ora si è un poco staccata dal mondo del BB.
La sua e la tua intuizione coincidono perfettamente; lui aveva anche studiato i tempi di recupero in funzione delle varianti ormonali indotte dall'allenamento dei vari gruppi ed i tempi necessari al ripristino dei parametri ematici; mi ricordo anche di uno studio pubblicato su European Journal of Physiolgy dove, in base ai diversi gruppi muscolari, era anche stato sperimentato il concetto di diversi tempi per lo scarico del glicogeno e quindi per la relativa supercompensazione.
A te comunque l'onore di avere saputo divulgare il concetto, cosa che Paolo non ha mai fatto perché preso dalla ricerca, divulgando la cosa solo in ambiti scientifici di preparazioni preatletiche, dove c'è molta poca sensibilità.
Credo anche molto interessante il tuo programmino per la selezione della
frequenza.
Il mio invito è quello di continuare sulla scia delle intuizioni di Tedeschi, avviando degli studi di carattere ormonale e con relativi gruppi di studio e controllo; solo così sarà infatti possibile avvalorare il presupposto teorico del sistema da te divulgato.
Questo comunque è un discorso a parte, spero che ci sarà modo di parlarne
insieme.
A risentirci presto.
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