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Stretching: il metodo Anderson
di Maurizio Mancini
Principi generali e benefici
Le metodiche di stretching possono essere suddivise in due principali categorie: lo stretching fasciale o connettivale o statico e lo stretching muscolo-tendineo o dinamico o balistico. La tecnica di Anderson appartiene alla prima categoria e consiste nel portare lentamente al limite del campo di allungamento il muscolo o le aree muscolari interessate. Questo permette di:
- Aumentare l'efficienza del gesto atletico
- Aumentare l'irrorazione sanguigna, preparando l'atleta all'allenamento e diminuendo quindi i rischi di infortunio
- Aumentare la quantità di liquido sinoviale
- Facilitare una corretta postura
- Migliorare la coordinazione neuromuscolare
- Rilassare i muscoli, attenuando quindi anche lo stress generale
- Alleviare la lombalgia diminuendo la rigidità del tratto lombare.
La tensione facile
Anderson chiama la fase iniziale di un allungamento "tensione facile". Consiste nell'assumere la posizione fino ad avvertire una tensione medio-leggera che deve essere mantenuta da 10 ai 30 secondi durante i quali occorre rilassarsi, non molleggiare e respirare regolarmente.
La sensazione di tensione dovrebbe diminuire durante il mantenimento della posizione. Se questo non accade occorre allentare lievemente la tensione fino a che questa non diventi più comoda. La "tensione facile" secondo Anderson riduce l'opposizione muscolare allo stiramento e prepara i tessuti alla fase della "tensione di sviluppo".
La tensione di sviluppo
Dalla "tensione facile" si passa lentamente alla "tensione di sviluppo", che deve essere mantenuta dai 10 ai 30 secondi e dove ancora occorre non rimbalzare e mantenere la respirazione sotto controllo.
La "tensione di sviluppo" si raggiunge allungandosi a poco a poco fino a raggiungere una tensione discreta che non deve essere mai dolorosa.
Se l'allungamento è stato ben fatto, anche in questa posizione la tensione diminuirà. Se ciò non accade occorre allentare lievemente la tensione fino a che questa non diventi più comoda.
La respirazione
La respirazione deve essere lenta, ritmica e sotto controllo. Per esempio, se ci si deve chinare in avanti per eseguire un allungamento occorre prima inspirare per poi respirare lentamente e regolarmente, senza trattenere il fiato durante il mantenimento della tensione. Se la posizione raggiunta compromette il modo naturale di respirare, significa che non si è in una posizione rilassata, per cui occorre diminuire la tensione finché non sarà possibile una respirazione più naturale.
Pronti a partire
Imparare l'allungamento secondo Anderson è abbastanza facile, tuttavia un'ultima raccomandazione è d'obbligo: non rimbalzate su e giù e non allungatevi sino alla soglia del dolore; questi metodi errati causano più danni che benefici!
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