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Norme in materia di sport: legge regionale Emilia Romagna - Intervento 5

di Maurizio Mancini  


Come articolista di ABC-Fitness mi volevo astenere dall'esprimere il mio parere su tutta questa questione della legge regionale e ISEF o NON ISEF, ma la tentazione è troppo forte. Io non sono diplomato o laureato (mettetela come vi pare) ISEF, sono un semplice istruttore federale IFBB che si aggiorna costantemente presso la FIF (Federzione Italiana Fitness) di Ravenna e ritengo tutta questa polemica tra ISEF e NON ISEF veramente inutile e sterile.

Premesso questo, occorre ricordare che numerose federazioni sportive diverse da quelle di bodybuilding o fitness e simili promuovono propri corsi preparatori per istruttori e allenatori, perché si tratta di attività molto di nicchia o particolari per cui non esiste una scuola ufficiale (ISEF) che prepari e specializzi in tal senso. Il mondo del fitness non fa eccezione e richiede una forte specializzazione, che attualmente solo le federazioni "storiche" del settore possono dare, in quanto così come lo conosciamo questo mondo si è evoluto molto in fretta.

Sono esattamente 23 anni dal prossimo mese che sono entrato per la prima volta in una palestra, quindi ho potuto assistere alla evoluzione di tutto il settore. Secondo me solo capendone i percorsi evolutivi si comprende la situazione attuale. E' quindi necessario fare un excursus delle principali tappe evolutive del settore.

20 anni fa erano proprio altri tempi: non esisteva la parola fitness, ma solo culturismo o cultura fisica; le palestre erano luoghi per pochi appassionati, denigrati da tutti come frustrati, omosessuali e fissati per una passione insana e inutile. Riporto al riguardo un brano tratto dall'enciclopedia "Sani e felici" edita nel 1983, che è esemplare in tal senso: "In questi ultimi cinquant’anni, l’allenamento inteso a sviluppare la forza muscolare ha ceduto terreno all'allenamento inteso ad incrementare la resistenza, la coordinazione, la flessibilità, la velocità, ecc. Questo tipo di allenamento comprende esercizi dinamici e ritmici, che rafforzano non solo i muscoli, ma anche il sistema cardiocircolatorio, quello respiratorio, l’apparato locomotore, ecc. Il sollevamento pesi e gli esercizi isometrici (da poco si parlava di esercizi isotonici N.D.R.) sono stati sostituiti dalla corsa, dal nuoto, dalla marcia, dai giochi sportivi, dalle attività ricreative o da quelle che si svolgono a contatto con la natura."

Niente e nessuno avrebbe invece fatto presagire quello che sarebbe successo di lì a vent'anni. Nello stesso testo così si continuava: "Gli esercizi in palestra si effettuano al coperto, per lo più ad un’ora precedentemente fissata, in modo disciplinato e con intensità e ritmo determinati; è per questo che attraggono un po’ tutti. Tuttavia, esercizi del genere possono risultare particolarmente consigliabili per determinati soggetti, e precisamente:
• coloro per cui l’allenamento regolare ed efficace costituisce una necessità, e che considerano l’esercizio fisico più come terapia che come divertimento; rappresentante tipico di questo gruppo è il dirigente, assillato dalla fretta e dal lavoro;
• coloro cui interessa la forza muscolare sotto il profilo fisico (si riferisce all'aumento della massa muscolare N.D.R.);
• coloro che desiderano poter contare su di un istruttore, o che non vogliono correre rischio di farsi male, come può avvenire a molti soggetti in età avanzata o in terapia di riabilitazione;
• coloro che desiderano una compagnia ridotta, senza osservatori curiosi: questo gruppo è costituito per lo più da donne, da soggetti obesi o da individui in cattiva forma fisica o leggermente menomati."

Avete letto bene! Menomati!

Non mi vergogno a dirlo: mi sono iscritto la prima volta in palestra perché quando mi guardavo allo specchio mi facevo schifo e basta, non mi sembravo però menomato. Ero solo obeso e senza nessuna forma.

In capo a poco tempo però ottenni quello che volevo: un corpo nuovo. Ma c'era qualcosa in più che nessuno mi aveva detto che avrei ottenuto: la salute, la forza e la resistenza fisica, lo stare bene e in forma, delle sane abitudini di vita che mi hanno tenuto lontano dal fumo e da tutti gli eccessi e pericoli di cui può essere preda un ragazzo di 17-18 anni.

Avevo scoperto con circa dieci anni di anticipo uno stile di vita che in futuro si sarebbe chiamato fitness. Sono stato doppiamente fortunato, perchè nella palestra che frequentavo gli steroidi erano pressoché sconosciuti.

Ricordo benissimo quando da semplice appassionato pensai di aprire una palestra: valutai la possibilità di iscrivermi all'ISEF. Non lo feci e sapete il perché? Non mi avrebbe dato la preparazione necessaria. I programmi ISEF non prevedevano nulla per il bodybuilding (parola introdotta più tardi); semplicemente per loro non esisteva come disciplina sportiva o attività motoria.

Il mondo delle palestre era fortemente snobbato dai "professori di ginnastica", come attività per stare in forma era una cenerentola in mezzo alle vere attività sportive: atletica e calcio in testa. Tutti gli studenti ISEF che conoscevo guardavano chi frequentava le palestre e i relativi istruttori con aria di sufficienza, pensando che il tutto sarebbe rimasto un fenomeno isolato. Non si interessavano ai nostri programmi di allenamento, considerati buoni solo per gonfiare i muscoli e per farci diventare più lenti e obesi quando mai avremmo smesso di praticare questo "sport" inutile.

Si sbagliavano e di molto. Negli anni ottanta avvenne l'esplosione e l'andare in palestra divenne un fenomeno di massa: questo però significava che occorreva più preparazione per affrontare i casi più disparati che ogni giorno si presentavano e che obiettivamente non ero preparato ad affrontare. Ricordo benissimo: divoravo qualsiasi rivista a contenuto tecnico, nel tentativo di tenere il passo di un aggiornamento che nessuno mi dava. Semplicemente non c'era nessun ente di formazione pubblico o privato che mi dicesse, ad esempio, come allenare un obeso cifotico con la scoliosi e casi simili! Nessuno. Men che meno gli studenti ISEF che stavano interessandosi all'ambiente palestre. Semplicemente il mondo del fitness correva talmente forte che non si riusciva a stargli dietro come preparazione.

Solo con gli anni novanta sono sorte alcune federazioni fitness private, che prevedevano anche corsi di formazione e aggiornamento su tutte le più svariate tematiche. Praticamente i loro docenti più bravi (molti sono ex atleti agonisti di bodybuilding) iniziavano a vendere la loro esperienza maturata in oltre un decennio.

Molti di questi docenti non sono ISEF, altri sì; ma in questo caso è solo la loro passione per questa attività che li ha spinti ad autoformarsi la cultura adeguata, perché i programmi ministeriali erano e sono del tutto privi di questa materia.

A tutt'oggi le cose non sono molto cambiate e il fatto di incontrare nei corsi di aggiornamento che frequento degli studenti ISEF che vengono ad imparare come si fa lo squat o cosa vuole dire esercizio di base o esercizio complementare, la dice lunga su quello che si insegna all'ISEF; certamente hanno una buona preparazione di base generale, che ovviamente non guasta, e mi dicono anche che qualcosa si sta muovendo in "alto"; vedremo. Io non ho pregiudizi di sorta verso questi ragazzi: alcuni di loro sono molto preparati e veramente in gamba, altri continuano con la vecchia impostazione e come istruttori in palestra fanno più danni che benefici, al pari di qualsiasi istruttore improvvisato NON ISEF e senza esperienza.

Altra considerazione: dove non arriva la gestione pubblica nella formazione, ci pensano i privati e questo dei corsi per istruttori di bodybuilding ne è un chiaro esempio.

Vi ho fatto tutta questa palla per fare capire una cosa: tutto questo ambiente si è evoluto nel giro di pochi anni (circa 20) ad una velocità vorticosa, senza nessuna legge che lo regolamentasse, senza nessun ente che preparasse a dovere chi doveva condurre una palestra. Come "palestrai-istruttori" eravamo e siamo solo dei cani sciolti.

Questa situazione senza regole ha generato a volte le realtà più oscene, incredibili e catastrofiche: imprenditori del mattone che costruiscono palestre per i figli che non hanno voglia di studiare, perché la palestra "tira" e non servono permessi per aprirla; il macellaio del negozio sotto casa che chiude bottega per riaprire un centro fitness; il supercampione superdopato di turno che fa le tabelle con la fotocopiatrice con 6 esercizi per il petto ai ragazzini che frequentano da due mesi; il diplomato ISEF, convinto di sapere tutto perché ha comunque il diploma ISEF, che fa la prima tabella al ragazzino di 50 kg, divisa in tre parti; il diplomato ISEF super presuntuoso convinto di sapere tutto, che non fa fare mai a nessuno lo squat o lo stacco da terra perché fa male alla schiena e fa rimanere bassi di statura!! Tutto questo quando va bene; quando va male non fa fare i pesi alle donne perché sennò fanno i muscoli come gli uomini! E giù serie con 20 o 30 ripetizioni! L'autoproclamato istruttore con 50 cm di braccio, che ha fatto una gara pseudo natural non si sa dove, e per questo sa tutto, ma non sa la differenza tra monoarticolare e biarticolare, tra fibre bianche e fibre rosse!

Che mondo incasinato!

Il mondo del fitness è come un grande circo pieno di clown, giocolieri e trapezisti; ognuno con il suo numero da proporre e convinto che sia il più bello di tutti. "Venghino signore e signori, c'è posto per tutti, questa è la terra di nessuno, questa è la giungla dove tutti sopravvivono, dove tutti sono esperti, dove tutti dicono la loro e trovano sempre qualche coglione che li ascolti, disposto a provare il programma di allenamento (per non dire qualcosa d'altro) più strampalato e assurdo."

Siamo seri, siamo onesti: noi istruttori del 2000 siamo tutti ignoranti, ci troviamo al timone di una nave ultratecnologica appena varata e fino all'altro giorno remavano su un canotto! E il bello è che nessuno ci insegna (o meglio ci insegnava) a tenere il mare o, se c'è, viene denigrato.

Ben venga quindi un riordino di tutto il settore dal punto di vista burocratico e amministrativo. Ben vengano delle regole che impongano l'apertura di centri fitness a chi ne ha le capacità tecniche. Ben venga l'ora X; da oggi si cambia, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. Bisognerà però vedere quale istituzione e quali "professoroni" dovranno formare gli istruttori del nuovo millennio, nonché su quali basi teoriche e pratiche. E' questo che mi preoccupa: ISEF o NON ISEF non si possono buttare alle ortiche 20 anni e oltre di esperienza maturata dai pionieri di questo mondo!

I vari Marco Neri, Giovanni Cianti, Filippo Massaroni (non mi risulta che siano ISEF!) che hanno studiato, provato e accumulato tale e tanta esperienza nel settore, dovrebbero potere fornire e mettere a disposizione la loro conoscenza a chi non ne ha e se la vuole fare. Forse nemmeno loro si rendono conto dell'abissale ignoranza che ancora regna in certa parte di questo mondo; me ne rendo conto dal livello delle FAQ a cui rispondo ogni giorno nel sito: molti lettori mi ringraziano per le risposte elementari che gli fornisco; ma nella palestra che frequentano non c'è qualche istruttore che sappia queste cose così terra terra? Se e la risposta è no, la situazione è veramente drammatica!

Per quanto riguarda la legge regionale, si va avanti a forza di rinvii e per noi vecchi palestrai comunque si parla di sanatoria all'italiana o corso di formazione di tot ore, con rilascio finale di certificato di abilitazione, per continuare a sopravvivere.

D'altronde abbiamo partecipato alla sopravvivenza della "baracca" versando fino ad ora decine e decine di milioni tra IVA, IRPEF e tasse varie. 20 anni fa lo Stato mi ha dato la possibilità di aprire la palestra con pochi impicci, ma si è fatto pagare (come è giusto che sia)!

Facciamo parte oramai di un gigantesco meccanismo economico che si è sviluppato negli ultimi 20 anni con il relativo indotto di occupati. Mi riferisco anche alle aziende che producono prodotti per il fitness; non mi hanno mai chiesto se ero ISEF o NON ISEF quando andavo a Gambettola a comprare gli attrezzi con il portafoglio gonfio, anzi mi accoglievano con un sorridente "si accomodi Signor Mancini".

Forse mi incasineranno l'esistenza, ma difficilmente penso che mi metteranno nelle condizioni di chiudere bottega: bene o male, come minuscola rotella di un gigantesco ingranaggio, dovrei servire a qualcuno. Almeno spero!


Norme in materia di sport: legge regionale Emilia Romagna - Intervento 4

Norme in materia di sport: legge regionale Emilia Romagna - Intervento 6


 



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