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Norme in materia di sport: legge regionale Emilia Romagna - Intervento 8

di Andrea Malfettone  


Sono un vostro lettore e per questo ometto le consuete congratulazioni di rito. Vorrei però esporre un quesito un po' insolito, considerando che molto spesso si tende a sorvolare o a celare del tutto problematiche che riguardano quelli che intendano praticare della sana e soprattutto sicura attività fisica.

Si può constatare che ai nostri giorni su molte riviste, libri, TV, siti WEB aumentano esponenzialmente consigli, teorie, tabelle di allenamento o di corretta alimentazione; il tutto proposto da vari "pseudoistruttori", presunti consulenti ed esperti nei più disparati settori che (secondo il mio parere) richiederebbero un'accurata e minuziosa preparazione (Chimica organica, Istiofisiologia, Biomeccanica, Scienze dell'alimentazione, ecc.).

Da un lato in tutto questo non si può notare nulla di strano, dato che il leggere o l'adottare personalmente tali "insegnamenti" dipende dalla libertà di ognuno e, dato che (a volte) la premessa a codesti articoli è che si tratta di semplici esempi che non possono essere applicati logicamente a tutti (basta considerare l'estrema diversità e i tanti fattori, sotto ogni profilo, di ogni singolo individuo).

Ma l'argomento diviene più folle ed irritante se dico che in molte palestre vi è un'ampia rappresentanza di questi "esperti" che si ritengono tali, assumendo un atteggiamento d'autorità e d'immodestia solo perché hanno alle spalle anni passati ad allenarsi. Per giunta, impongono programmi di allenamento fisico, di alimentazione, di integrazione, ecc. non solo validi per chiunque (senza alcuna distinzione di sesso o di età), ma basati su principi dettati dalla propria fantasia o da qualche articolo letto qua e là.

Evito di proseguire e allora chiedo: secondo le normative attuali, quale titolo di studio è necessario per poter essere definiti "istruttore di fitness-bodybuilding" e per poter impartire nozioni sull'integrazione o altro? E nel caso in cui avvengano degli infortuni (lievi o permanenti che siano), dovuti alla negligenza e allo sconsiderato comportamento dei "tanto cari istruttori", le responsabilità gravano su questi ultimi o su quelle cavie che possono essere gestite senza alcuna difficoltà, visto che sono dei neofiti e che di conseguenza (secondo loro) non possono avanzare alcuna obiezione o critica sul loro operato?

Essendo un appassionato di sport in genere e conoscendo i principi basilari di Cito-Istologia e Fisiologia applicata, posso tristemente affermare che ne ho viste e sentite di tutti i colori. Definire questi individui sarebbe addirittura spropositato ed inutile; quindi sono più sconsiderati i prima citati "esperti" o chi li accetta senza porsi alcun minimo dubbio sul loro riguardo (e le assicuro che sono moltissimi)?

Con tutto ciò, non voglio assolutamente generalizzare e includere nella schiera coloro che compiono il proprio mestiere con serietà e professionalità; anzi, proprio loro debbono sentirsi un tantino offesi da questa gente....

Mi auguro che qualcun altro abbia voglia di spendere qualche parola al riguardo.


Norme in materia di sport: legge regionale Emilia Romagna - Intervento 7

Norme in materia di sport: legge regionale Emilia Romagna - Intervento 1


 



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