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Olio di pesce nelle patologie intestinali e morbo di Crohn
di Maurizio Mancini
Continuano le serie di riscontri positivi sull'attività degli acidi grassi estratti dall'olio di pesce pubblicati sulla rivista Il giornale del medico.
In occasione di un recente convegno svoltosi a Milano ed organizzato dalla Nutrition Foundation of Italy, Angelo Franzé, primario della divisione di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliera di Parma, ha spiegato come gli Omega 3 possano migliorare il decorso di alcune patologie infiammatorie croniche intestinali, quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn.
"L'efficacia di supplementazioni con acidi grassi monoinsaturi nella colite ulcerosa - spiega Franzé - è stata indagata sulla scorta della provata attività antinfiammatoria degli acidi grassi Omega 3. Studi pilota effettuati con 3-4 g/die di eicosapentaenoico (EPA) hanno evidenziato un miglioramento significativo sia della sintomatologia sia del quadro istologico della mucosa rettale".
Meno certa sembra l'efficacia sul morbo di Crohn, sul quale non è stato possibile dimostrare effetti significativi in fase attiva di malattia.
In uno studio italiano su 78 pazienti con Crohn in remissione e ad alto rischio di recidiva, si è però verificata una riduzione di ricadute nei soggetti che assumevano 2,7 g/die di olio di pesce in capsule gastroprotette, rispetto al gruppo placebo (27 per cento contro 69).
Segnaliamo infine uno studio riportato durante la Digestive Disease Week Conference di Orlando da un gruppo di ricercatori tedeschi della Goethe University di Francoforte, secondo i quali gli acidi grassi Omega 3 contenuti nell'olio di pesce inibirebbero in modo significativo la crescita del carcinoma del colon, attività che si aggiungerebbe a quella già evidenziata nei confronti di neoplasie mammarie, pancreatiche e prostatiche.
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