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Acidi grassi Omega 3: nuove ricerche sul loro ruolo

di Maurizio Mancini  


Dopo il ruolo ormai accertato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, alcune ricerche hanno dato risultati positivi anche a favore di una azione degli acidi grassi Omega 3 anche sul sistema nervoso centrale.

Recentemente sulla rivista Il giornale del medico è apparso un articolo, a firma di Susanna Trave, che sottolinea l'ipotesi che gli acidi grassi Omega 3 possano aiutare nella guarigione i pazienti affetti da disturbi maniaco-depressivi.

Viene inoltre evidenziato, nello stesso articolo, come uno studio italiano abbia fornito le prove preliminari che acidi grassi monoinsaturi sono in grado di proteggere dall'insorgere della demenza senile.

Nel primo caso i risultati ottenuti in una ricerca preliminare sul decorso delle psicosi maniaco-depressive è stato pubblicato su Archives of General Psychiatry; per circa 4 mesi, 30 soggetti con età compresa tra i 18 e i 65 anni, hanno ricevuto, oltre alla terapia già in corso, 9,6 g al giorno di Omega 3 (6,2 g di acido eicosapentaenoico o EPA e 3,4 g di docosaesaenoico, o DHA) o un placebo.

Rispetto al gruppo placebo, il gruppo supplementato con Omega 3 ha ottenuto una riduzione significativa della sintomatologia ed ha prolungato il periodo di remissione, con una drastica diminuzione del numero di recidive.

Quanto al meccanismo d'azione, sembra che, come accade nei tessuti periferici, gli Omega 3 siano incorporati in alte concentrazioni anche nei fosfolipidi delle membrane neuronali, inibendo in estrema sintesi le crisi maniaco-depressive. In questo senso, se queste ipotesi verranno confermate, gli Omega 3 potrebbero rappresentare i capostipiti di una nuova classe di farmaci psicotropi attivi sul SNC.

Nel secondo caso, riguardante l'attività degli acidi grassi monoinsaturi sui disturbi cognitivi nella terza età, una ricerca italiana, apparsa su Neurology a firma di Antonio Capurso dell'Università di Bari, dimostra come l'integrazione di tali nutrienti sia associata al mantenimento delle funzioni cognitive in soggetti anziani.

Lo studio ha coinvolto 278 anziani dai 66 agli 84 anni, senza disturbi neurologici o psichiatrici, ma con disturbi cognitivi e ha dimostrato come, durante l'invecchiamento, cresca la richiesta di acidi grassi insaturi.

Il meccanismo d'azione è sempre correlato al ruolo essenziale degli acidi grassi Omega 3 nel mantenere l'integrità strutturale delle membrane neuronali.


 



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