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Onde d'urto in riabilitazione
di Germano Pestelli
L'applicazione delle onde d'urto extracorporee (ESWT) in campo ortopedico-riabilitativo, sviluppatasi nell'ultimo decennio, costituisce una metodica nuova, rivoluzionaria e non invasiva nel trattamento delle patologie osteotendinee (tendiniti, periartriti calcifiche, pseudoartrosi), in particolare nei casi in cui le Terapie conservativi (farmacologia, terapia fisica) non hanno ottenuto successo.
Che cosa sono
Dal punto di vista fisico le onde d'urto vengono definite come onde acustiche pulsanti di grande ampiezza, la cui elevata energia può essere convogliata in un punto focale grazie a sistemi puntatori (ecografia o radiografici). Sistemi puntatori ecografici in linea con la sorgente sembrano ridurre al minimo i rischi di errore nella fase di puntamento.
Il puntamento può anche basarsi sull'individuazione della zona in cui il paziente riferisce il massimo dolore.
Effetti Biologici
L'effetto antalgico e la frantumazione delle calcificazioni sono conseguenti all'effetto di cavitazione e alla produzione di radicali liberi che rappresentano il principale meccanismo di azione delle onde d'urto sulle cellule dei tessuti.
Inoltre i nocicettori stimolati dalle onde d'urto inviano un'alta frequenza di impulsi, successivamente soppressi per un meccanismo di gate control.
Le patologie trattabili
Tessuti molli
Epicondiliti
Periartriti di spalla calcifiche e non
Sperone calcaneare
Tendinopatie del ginocchio
Pubalgie
Fasciti
Tessuto osseo
Ritardi consolidazione o pseudoartrosi
Controindicazioni
Assolute
Gravidanza
Disordini della coagulazione
Presenza di neoplasie o di nuclei di accrescimento nel campo di applicazione
Polineuropatie demielinizzanti
Tenosinoviti infettive
La prossimità del parenchima polmonare al campo di applicazione
Relative
Lacerazione della cuffia dei rotatori
Teindinopatie associate a grave artrosi gleno-omerale o secondarie ad instabilità capsulolegamentosa
Il trattamento
Il paziente, seduto o disteso sul lettino, viene posto a contatto di un piccolo cuscino pieno d'acqua, all'interno del quale sono contenuti il sistema di puntamento ecografico e la sorgente delle onde d'urto.
Il trattamento dura circa 15/20 minuti. Subito dopo il trattamento il paziente può ritornare a casa e riprendere le normali attività.
È possibile che si verifichi una riacutizzazione della sintomatologia dolorosa nelle successive 24/48 ore.
La nostra esperienza
Dal maggio 1999 presso la UORRF dell'AUSL di Forlì abbiamo introdotto il trattamento con onde d'urto utilizzando un'apparecchiatura Minilith SL1 che permette di modulare la frequenza e la potenza di emissione.
Il sistema di puntamento del fuoco si ottiene con una sonda ecografica che visualizza l'area da trattare. Le patologie trattate comprendono: periartrite scapolo ornerale (PSO), fasciti (fascia plantare e sperone calcaneare), artropatie del piede, epicondilite, pubalgia.
Il paziente viene sottoposto mediamente a 4 sedute di trattamento, distanziate di una settimana l'una dall'altra.
Riportiamo a seguire i risultati ottenuti su un gruppo di 31 pazienti trattati nel periodo ottobre-novembre 1999 (i risultati vengono classificati in funzione della modificazione del quadro clinico più che della scomparsa documentata della calcificazione).
 Patologie sottoposte a trattamento con onde d'urto.
 Dolore riferito (VAS): prima (A) e dopo la terza seduta di trattamento (B).
Tutti i pazienti erano precedentemente stati sottoposti a terapie conservativi senza beneficio.
In oltre l'80% dei casi si è riscontrata una netta riduzione della sintomatologia dolorosa, con remissione completa in 1/3 dei pazienti trattati e recupero della articolarità nel 90% dei casi di periartrite di spalla.
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