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Macchine a confronto 01

di Fabio Zonin  


Introduzione

Il mercato delle attrezzature da palestra e home fitness mette a disposizione dell'acquirente una notevole varietà di attrezzi dalle diverse caratteristiche, sia dal punto di vista del principio di funzionamento, che dal target di utenza a cui gli stessi sono rivolti.

Le innumerevoli macchine presenti in commercio sono comunque unite da un unico denominatore comune: consentono l'esecuzione di uno o più gesti motori fornendo un sovraccarico regolabile. Tale scopo è però raggiunto nelle maniere più disparate a seconda della tipologia di attrezzo; spesso macchine con caratteristiche apparentemente simili consentono l'esecuzione di gesti con aspetti estremamente diversi.

Non sempre è facile valutare le qualità di un attrezzo e scegliere quello più confacente alle esigenze del singolo centro fitness o privato. Questo articolo si prefigge di classificare le attrezzature in diverse categorie in base alle loro peculiarità, rilevando i principali pregi e difetti di ognuna di esse, ed evidenziando il target preferenziale di utenza alla quale ogni classe di attrezzi meglio si adatta.

A tal fine faremo di tanto in tanto riferimento a tre personaggi immaginari, appartenenti a tre categorie di utenza ben distinte:

  • Sig.ra Cesira: 50enne, casalinga, entrata in menopausa, ipotonica, moderatamente soprappeso, sofferente di lombalgia e cervicalgia, vene varicose ed ipertensione arteriosa.
  • Gustavo: 35enne, funzionario di una nota compagnia di assicurazioni, soprannominato catastrofe dagli amici, curioso ed intraprendente quanto maldestro e distratto, al punto di risultare pericoloso per sé stesso e per gli altri.
  • Doriano: 28enne, bodybuilder hardcore di grossa stazza, solito utilizzare carichi enormi e prodursi in urla lancinanti durante il sollevamento, quando esegue lo squat non rimangono abbastanza piastre in sala per gli altri soci, noto per appropriarsi indebitamente delle macchine utilizzate dagli altri e per trattenerle per un numero indefinitamente alto di serie; mediamente non scarica i pesi da bilanciere e macchine dopo l'uso.
Macchine a pacco pesi

Il sovraccarico è costituito da un pacco di piastre in ferro o ghisa che scorre su apposite barre di metallo cromato grazie a boccole autolubrificanti a scorrimento coassiale. La scelta della quantità di carico da sollevare avviene agendo su di un apposito selettore. La forza esercitata dall'utilizzatore è trasmessa al pacco pesi grazie a cavi in acciaio, cinghie o catene che scorrono su apposite carrucole o cammes (Figura n. 1).


Figura n. 1

Vantaggi:

  • Praticità di utilizzo: l'apposito selettore consente di selezionare immediatamente il carico desiderato. Ciò permette a più persone che utilizzano carichi estremamente diversi fra loro di lavorare contemporaneamente sulla stessa postazione (la sig.ra Cesira potrà tranquillamente alternarsi con Doriano e Gustavo alla pectoral machine anche se la prima utilizza 10 Kg, il secondo 100 Kg ed il terzo 35 Kg).
  • Sicurezza: il sovraccarico è costituito da un pacco pesi il cui scorrimento è vincolato da apposite guide ed è mediamente difeso da un particolare carter di protezione; questo consente l'utilizzo della macchina senza rischi di infortunio anche al più maldestro degli utenti. (Gustavo non rischierà di farsi scivolare qualche piastra sui piedi)
  • Gestione del carico: a seconda di come sono montate le carrucole l'attrezzo consentirà all'utente di sollevare il carico effettivo (es. lat machine), dimezzarlo (es. cavi incrociati) o raddoppiarlo (es. alcuni modelli di standing calf machine). Ciò permette ai costruttori di realizzare attrezzi ove il sovraccarico si adatta alle necessità di utilizzo indipendentemente dalle dimensioni e dal peso degli stessi.
  • Svincolo dalla forza di gravità: l'utilizzo di cavi e carrucole consente di realizzare attrezzi tali da consentire l'esecuzione di movimenti svincolati dall'azione della forza di gravità, altrimenti non riproducibili a corpo libero (es. leg extension).
  • Contrazione isotonica: alcune macchine a pacco pesi sono dotate di cammes, particolari carrucole sagomate in maniera tale da fornire una leva a braccio variabile. L'utilizzo di tali dispositivi consente l'esecuzione di movimenti ove il muscolo è costretto ad esprimere una tensione pressoché costante per tutto il ROM. Questo tipo di contrazione risulta molto utile nella riabilitazione ed in alcune tecniche di allenamento tipiche del bodybuilding.
Svantaggi:
  • Attrito sul pacco pesi: tutte le macchine a "pacco pesi" sono soggette alle forze di attrito che ne frenano lo scorrimento tanto in salita quanto in discesa. Ciò significa che il carico risulterà più pesante nella fase concentrica-positiva (l'utilizzatore sarà infatti costretto a sollevare il carico selezionato più il peso extra dovuto alle forze di attrito) ed inferiore nella fase eccentrica-negativa (in questo caso infatti le forze di attrito saranno tali da frenare la discesa del pacco pesi alleggerendo così il carico). Il muscolo è però notoriamente in grado di esprimere tensioni superiori nella fase eccentrica piuttosto che in quella concentrica (vedi legge di Hill). Una macchina a pacco pesi costringe invece l'utilizzatore a sollevare un carico superiore nella fase concentrica rispetto alla eccentrica, abbattendo l'efficacia di quest'ultima. Questa situazione è particolarmente evidente allorché l'attrezzo è utilizzato con carichi particolarmente bassi (es. la sig.ra Cesira, al lat machine con 10 Kg, una volta sollevato il carico può lasciare la presa e prendersi il tempo necessario a risistemarsi i capelli nell'attesa che lo stesso ridiscenda alla posizione iniziale).
  • Non è possibile eseguire movimenti esplosivi: le macchine a pacco pesi, in parte a causa delle forze di attrito, in parte perché il carico rimane costante per tutto l'arco di movimento, non consentono l'esecuzione di movimenti esplosivi necessari ad esempio nell'allenamento volto alla preparazione atletica.
  • Intervalli di carico: le macchine a "pacco pesi" sono caratterizzate da intervalli di carico predefiniti (mediamente di 5 Kg in 5 Kg). Non sempre questo intervallo è sufficientemente modesto da consentire la selezione del carico appropriato (es. la sig.ra Cesira al pectoral machine potrebbe trovare 10 Kg eccessivamente leggeri per eseguire 15 ripetizioni, ma con un sovraccarico di 15 Kg non riuscire a completarne più di 6). Esistono in commercio delle particolari piastre magnetiche da applicare al pacco pesi per ottenere dei carichi intermedi, ma spesso non sono applicabili sugli attrezzi di ultima generazione ove lo stesso è quasi interamente protetto dal carter.
  • Carico massimo: il carico massimo utilizzabile è pari al peso totale del pacco piastre (tranne che negli attrezzi dotati di particolari sistemi di carrucole atti a moltiplicare o dividere il carico). A volte il carico massimo previsto può non essere sufficiente a soddisfare le esigenze di alcuni utilizzatori (es. Doriano potrebbe utilizzare la leg press orizzontale caricata al massimo per scaldare le cosce eseguendo il movimento un arto per volta).

Macchine a confronto 02


 



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