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Salute e Medicina: domande e risposte 09

risposte del dott. Germano Pestelli  


I contenuti delle risposte di questo articolo non hanno alcuna valenza prescrittiva, ma solo informativa e culturale. Si tratta di "suggerimenti brevi" a domande reali poste di frequente in palestra. ABC-FITNESS non fornisce un servizio di consulenza on line di questo tipo, quindi si prega di non inviare domande alla redazione e ai suoi collaboratori.


Il bodybuilding blocca lo sviluppo in altezza?

Egregio Dott. Pestelli, sono un ragazzo di 18 anni, sono alto 1.71 e pratico body building a livello leggero da qualche mese. Volevo chiederle se questo potrebbe bloccare il mio sviluppo in altezza, come spesso si dice; inoltre mi piacerebbe sapere se c'è un modo per scoprire se il mio sviluppo è terminato o meno, o se alla mia età c'è la possibilità di incrementarlo. Grazie, Emanuele.

Ognuno è alto per quello che doveva essere, ovvero per quanto geneticamnete gli hanno trasmesso i genitori. Non vi sono sport che bloccano la crescita, anzi lo sport aiuta lo sviluppo generale dell'individuo, qualsiasi esso sia. Con una radiografia del bacino si può valutare se la crescita è terminata o no, ma non si può dire quanto uno crescerà ancora.


Rottura dei crociati e due microfratture

16 giorni fa cadendo sugli sci ho rotto i crociati e dalla RM, fatta 9 giorni fa, sono emerse anche due micro fratture (alterato segnale dell'osso sub-condrale a livello dell'emipiatto tibiale esterno in rapporto a frattura intraspongiosa e altra piccola lesione simile presente a livello della superficie infero laterale del condilo femorale esterno), non rilevate con le lastre RX, una discreta quantità di versamento intrarticolare e una lesione di tipo 2 al ligamento collaterale esterno. Sono ancora in attesa di visita ortopedica. Chiedo cosa posso fare per non fare danni e anche per evitare versamenti ulteriori. Attualmente porto un tutore a tutta gamba e lo tolgo a letto; ho ricominciato a usare le stampelle da quando ho saputo delle microfratture, ma per quattro giorni avevo cominciato timidamente ad appoggiare. Ho 47 anni peso, 63 chili, mi muovo molto per via dei tre figli e non per attività sportive, che non ho tempo per fare soddisfacentemente ma che amo fare quando posso e a cui non voglio rinunciare. E' vero che per non operarsi bisogna garantire il mantenimento di una buona muscolatura? Io non ne ho il tempo e fra qualche anno neppure l'età. E' vero che più aspetto a operarmi peggio è? E' possibile avere consigli su chirurghi sicuri dove andare? Sono troppi i quesiti? Grazie, Francesca.

La buona muscolatura la deve comunque avere, sia che si operi sia che non si operi. Continui a portare il tutore, anche a letto, fino a quando non farà la visita ortopedica. Non si preoccupi per le lesioni cartilaginee, non complicano più di tanto il quadro. Ritardare l'intervento non pregiudica la guarigione. In Italia ci sono molti ortopedici in grado di operarla egregiamente.


Sindrome pubalgica

Egregio dott. Pestelli, da tre settimane soffro di dolore agli adduttori con interessamento al mucolo retto. Ho fatto terapia antinfiammatoria antidolorifica per 2 settimane; ho ripreso gli allenamenti facendo ghiaccio prima e dopo le sedute di allenamento. Nonostante tutto, accuso sempre un fastidio; ho fatto anche streching. Mi sono comportato nel modo giusto, oppure lei mi consiglia un approccio diverso? Ho fatto una ecografia e il referto denuncia una sindrome pubalgica. Grazie per la risposta. Fabio.


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Lesione del legamento triangolare del polso

Egregio dottore, mi è stata diagnosticata una lesione del legamento triangolare del polso sinistro. Sto per finire una terapia di 12 ionoforesi, 20 magnetoterapia, 20 ultrasuoni e 10 kinesiterapia, ma i risultati non sono quelli sperati (e per di più sono anche abbastanza scettico). Premettendo che sono istruttore di bodybuilding, il dottore mi ha accennato subito un intervento chirurgico, considerandolo semplice, efficace e sbrigativo. Ho già subito un'intervento e non è dei più piacevoli, ma se questo metterà fine al mio problema... Mi appello allora ad una sua esauriente risposta, considerando l'attività che svolgo e che vorrei al più presto riprendere. La ringrazio anticipatamente, Andrea.


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Tendinite e poi rottura del tendine

Gentile dottore, ho 38 anni e soffro da otto di tendinite all'inserzione del tendine di achille destro; sono stato curato in primo tempo con terapie antalgiche quali magnetoterapia e ultrasuoni, nonché con vari tipi di fans. Poi ho iniziato una terapia di infiltrazioni di cortisone, che all'inizio dava risultati positivi ma richiedeva 2 o 3 cicli di tre infliltrazioni all'anno. Poi, non essendo più sufficiente, sono ricorso ad un intervento di resezione ossea in febbraio del 98' con esito negativo, in quanto i dolori persistevano e l'ortopedico che mi aveva in cura continuava i cicli di infiltrazioni a base di cortisone (otto nel corso di un anno). Infine in gennaio del '99, a dieci giorni dall'ultima infiltrazione, nell'atto di eseguire una curva sugli sci mi saltava il tendine all'altezza dell'inserzione. Dopo l'operazione di riattaccamento, eseguita con perforazione dell'osso del calcagno, e 3 mesi di gesso, ho iniziato a camminare. Ora sono passati 12 mesi e la ripresa è buona (già eseguita visita di controllo) e il tendine risponde bene, anche se alla mattina è un pò rigido. Desidererei un consiglio sugli esercizi da farsi anche in palestra per il rafforzamento del tendine, in vista di una possibile ripresa sportiva (sci e windsurf). Matteo.


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Paresi ostetrica e palestra

Ho subito questo trauma alla spalla sinistra alla nascita (paresi ostetrica). Pur avendo recuperato bene e avendo quasi la stessa forza dell'arto destro ho difficoltà in taluni movimenti (es. voltare il palmo verso l'esterno). Secondo lei posso fare un po' di palestra? o è meglio cambiare attività fisica? Grazie fin d'ora, Nicola.


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Maestro di tennis con epicondilite

Mi chiamo Fabrizio e sono un maestro di tennis. Per mia sfortuna da circa 5 mesi soffro di un dolore persistente al gomito dx; la diagnosi è epicondilite. Vorrei sapere cortesemente quali cure posso fare per eliminare il problema. Cordiali saluti, Fabrizio.


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Podisti con clock alle ginocchia

Egregio Dottore, siamo una coppia di podisti che dopo svariati esami fatti con esiti che non hanno chiarito né le cause, né le cure, di dolore e rumorosità delle articolazioni delle ginocchia, ci siamo rivolti anche a Lei, per chiederLe un parere. Essendo stata riscontrata una condropatia ed assottigliamento del menisco mediale, è possibile che vi siano dei residui di cartilagine nell'articolazione, i quali siano la causa di infiammazioni e causa di "clock" nelle ginocchia? Hotel Cesenatico.


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Atleta con lesione e calcificazione al tendine d'Achille

Ho avuto a fine luglio una lesione incompleta del tendine d'Achille sx. Il fatto mi è capitato camminando, dove ho avvertito una forte e dolorosa fitta, tipo elastico che si rompe, da un punto ben preciso sul tallone leggermente a destra, e saliva fino sotto al gemello sempre verso dx. Dall'ecografia risultava un tendine non rotto, ma completamente calcificato, anche nel suo interno, e privo di guaina con uno spessore di mm 7,8 e con un forte versamento. Ho portato per 90 gg il gesso su tutta la gamba. Ora dopo 2 mesi e mezzo il tendine ha ancora un forte inspessimento e toccandolo risulta indurito; avverto dolori sul tendine, dato credo da una forte infiammazione. Applico delle bende antiinfiammatorie e avverto anche dolori sotto il tallone e a volte fastidio dolori sulle ultime 3 dita del piede. Le mie domande sono: i sintomi post trauma sono effetivamente questi? Che tipo di riabilitazione devo fare? E' vero che non posso aplicare sul tendine né ultrasuoni né elettrostimoli? Conta molto il proprio peso? Dato che sono un atleta di medio livello nazionale, dove la forza è l' elemento preponderante della preparazione, è possibile che mi alleni come prima con questo tendine così calcificato, con solo un rialzo, o necessita anche un intervento chirurgico per cercare di recuperarlo il più possibile o che nel peggio si possa rompere? Grazie, Nicola.


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Sci e dolori al ginocchio

Praticando sci, nei giorni scorsi ho percepito un cresente dolore al ginocchio sinistro, che da ieri si è notevolmente intensficato. In particolare il dolore che avverto parte dal centro del ginocchio e si estende lateralmente verso l'esterno; nella fase acuta devo interrompere il movimento e "scaricare il peso" dalla gamba. Il dolore aumenta notevolmente con la torsione laterale e salendo o scendendo le scale. In particolare, anche al tatto mi duole la parte sinistra del ginocchio, alla fine della tibia. Devo pensare di avere rotto i legamenti o avere delle lesioni al menisco. Quale è il suo consiglio? Grazie, Carlo.


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Salute e Medicina: domande e risposte 08

Salute e Medicina: domande e risposte 10


 



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