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ABC Integrazione 06 - A base di carboidrati - Il metabolismo energetico

di Maurizio Mancini  


In questo articolo sono presi in considerazione alcuni aspetti che sono alla base dell'integrazione con carboidrati. Prima si analizza brevemente il metabolismo energetico, poi le sensazioni avvertite dall'atleta in caso di mancanza di glicogeno, il tutto passando attraverso alcune considerazioni sul suo reintegro.

Il metabolismo energetico

Lo scopo degli integratori a base di carboidrati o zuccheri è quello di essere degli energetici, in quanto vanno a ripristinare quelle scorte che sono alla base di alcuni dei principali metabolismi energetici del nostro corpo, ovvero l'anaerobico alattacido e l'anaerobico lattacido.

In alcune attività come il bodybuilding sono chiamati anche agenti tampone, in quanto vengono usati per cercare di risparmiare il glicogeno accumulato nei muscoli e nel fegato.

Questo significa che vanno a integrare le scorte di creatinfosfato o di glicogeno. Mentre però il creatinfosfato riceve una ricarica migliore da prodotti tipo la creatina, il glicogeno la riceve dai carboidrati veri e propri.

Tale teoria del risparmio energetico è stata supportata dagli esperimenti di due famosi ricercatori, Coggan e Coyle; essi hanno dimostrato che l'assunzione di maltodestrine e fruttosio, immediatamente prima dell'attività fisica, permette di risparmiare i carboidrati endogeni accumulati nei muscoli e nel fegato. Questo porta ad un miglioramento del livello energetico durante l'allenamento e ad un ritardo dell'insorgere della fatica.

Occorre ricordare che il glicogeno come energetico viene ampiamente utilizzato anche durante le attività aerobiche e si trova stoccato nel nostro corpo in quantità relativamente modeste: 300/600 g; 800 g in atleti molto muscolosi.

Non è da sottovalutare un altro importante fattore: quasi il 50% del recupero da un allenamento avviene entro la prima ora, mentre il resto avviene entro un periodo molto più lungo (anche più di 72 ore). È importante quindi assumere immediatamente dopo l'allenamento un complesso di maltodestrine e fruttosio, per favorire al massimo il processo di recupero.

In alcune attività come il bodybuilding è preferibile invece assumere zuccheri semplici nel post allenamento, per dare la spinta insulinica da sfruttare per fare entrare nella cellula il materiale di recupero.

Vedremo più avanti come è importante la gestione dell'integrazione nei "dintorni" dell'allenamento. Ad esempio, sempre nel caso del bodybuilding, molti atleti, a volte, non progrediscono perché tra un allenamento e l'altro riescono solo a recuperare, ma non riescono a supercompensare.

Quando il glicogeno inizia a scarseggiare, l'atleta avverte una serie di sensazioni immediate e tangibili:

  1. Diminuzione della performance
  2. Senso di svogliatezza e fatica
  3. Muscoli vuoti e privi di tono
  4. Disidratazione
  5. Sensazione di fame legata al bisogno di carboidrati
Successivamente si innescano due situazioni che l'atleta non percepisce, ma che avvengono quando ci sono pochi zuccheri; esse sono di estrema importanza:
  1. Catabolismo muscolare per utilizzo delle proteine a scopo energetico
  2. Scarso utilizzo dei grassi a fine energetico (lipolisi) a scapito di nuovo di quello proteico
Questa situazione aiuta ancora una volta a comprendere che l'allenamento contro resistenze in sé non è altro che uno stimolo che si traduce in un "danneggiamento" del tessuto muscolare (nel caso specifico del bodybuilding questo è ancora più estremizzato).

Successivamente scatta la fase di recupero e ancora dopo quella di supercompensazione, dove il muscolo si "ricostruisce" con una lieve eccedenza.

Vedremo negli articoli successivi quali sono i carboidrati che impediscono o limitano l'insorgere di questi problemi; prima però apriamo una parentesi su un aspetto importante del metabolismo dei carboidrati: il meccanismo insulinico.


ABC Integrazione 05 - Concetti generali - La morale attuale e il concetto di doping

ABC Integrazione 07 - A base di carboidrati - Il meccanismo insulinico


 



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