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ABC Integrazione 18 - A base proteica - Aspetti biochimici e indici del valore proteico
di Maurizio Mancini
Prima di entrare nello specifico dell'analisi dei vari integratori di origine proteica, conviene fare un rapido excursus sugli aspetti generali e biochimici delle proteine. Questo articolo si chiude inoltre sottolineando l'inutilità degli eccessi proteici.
Che cosa sono le proteine
Le proteine costituiscono l'impalcatura che dà solidità e forma a tutte le strutture del nostro corpo; entrano a far parte sia della composizione della singola e più umile cellula, sia dei tessuti più nobili come quelli ghiandolari e cerebrali, nonché, naturalmente, della preziosa massa muscolare.
I componenti fondamentali del protoplasma della cellula, che è sede e terreno di ogni funzione vitale del nostro organismo, sono di natura proteica, compresi gli enzimi, i preziosi catalizzatori biochimici di tutte le reazioni energetiche che permettono la vita.
Le proteine, inoltre, costituiscono il fondamento di tutto il sistema naturale di difesa dell'organismo e sono il simbolo della vita, intesa come un insieme di fenomeni in continuo dinamismo. La funzione delle proteine nell'organismo segue appunto un atteggiamento dinamico (metabolismo) che comporta, senza interruzioni, la loro utilizzazione e la loro sintesi (turn over proteico). Tale sintesi può essere assicurata soltanto dall'alimentazione ed eventualmente da una appropriata integrazione, attraverso l'apporto di adeguato materiale proteico, in quanto le proteine non si accumulano nell'organismo come materiale di riserva.
È per questo motivo che gli integratori proteici hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nel panorama della supplementazione. Fanno parte degli integratori a base proteica anche la creatina, gli aminoacidi ed altri composti che analizzeremo in questa sezione.
Le proteine: aspetti biochimici
Le proteine, o protidi, sono essenzialmente composti organici quaternari, costituiti cioè da carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, e sono chimicamente sostanze molto complesse; la loro molecola è piuttosto grande e costituita da lunghe catene di composti più semplici, detti aminoacidi.
In base alla loro costituzione chimica, si distinguono due grandi classi: proteine semplici, costituite solo da aminoacidi, e proteine coniugate, costituite, oltre che da aminoacidi, anche da sostanze di natura diversa.
Il fabbisogno quantitativo di proteine varia in funzione di diversi fattori: il peso, l'età, la composizione corporea, la natura e qualità delle proteine stesse, ecc. In dietologia si usano diversi indici per esprimere il valore biologico e qualitativo delle proteine. Questi parametri sono anche utili per stabilire la qualità degli integratori proteici.
Uno di questi è il P.E.R. (Protein Efficienty Ratio), che indica l'aumento di peso corporeo di un animale cavia per grammo di proteina assunta:
P.E.R. = g di peso corporeo guadagnati / g di proteine assunte
Praticamente, ad una cavia di laboratorio posta a digiuno, vengono somministrate stessi quantitativi di proteine di diversa qualità, ad esempio derivate da soia, latte, uova e carne, per verificare quale di queste permetta il maggior recupero di massa magra.
Un altro indice qualitativo è il B.V. (Biological Value). Esprime il valore dell'azoto proteico effettivamente utilizzato e non eliminato attraverso urine e feci:
B.V. = g d'azoto assunto / g di azoto assorbito x 100
L'N.P.U. (Net Protein Utilization) è un indice sulla quantità di azoto trattenuto a livello intestinale:
N.P.U. = g d'azoto trattenuto / g d'azoto assunto x 100
Con queste formule, i valori biologici più elevati sono assegnati al gruppo delle uova, del latte, del pesce e della carne, anche se la proteina contenuta nel bianco d'uovo è quella che ha permesso il maggior recupero di massa magra. Inoltre la proteina del bianco d'uovo è quella che ha il profilo aminoacidico più vicino a quello umano, per cui la sua assimilazione risulta essere più facile.
Nelle confezioni di integratori proteici delle ditte più serie alcuni di questi indici sono riportati.
Considerazioni su un'alimentazione con eccesso proteico
All'atto pratico è anche interessante notare come l'assunzione o integrazione di proteine possa essere verificata attraverso il controllo del metabolismo dell'azoto stesso contenuto nelle proteine.
Se infatti si stanno assumendo, con l'alimentazione normale o con l'integrazione, troppe proteine, avremo una parte di azoto che invece di essere captato dai muscoli, per creare proteine muscolari, viene direttamente escreto come scoria, perché in eccesso.
In questo caso infatti si riscontrano ad esempio livelli alti di bilirubina e transaminasi, se non addirittura di uricemia; allora conviene sicuramente diminuire l'alimentazione proteica e l'eventuale integrazione, per non affaticare fegato e reni.
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